Il saluto di Alessia Mosca

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Milano, 6 maggio 2015

Ancora una volta è tempo delle Tecnovisionarie. E sono molto contenta di poter seguire anche quest'anno questo premio che valorizza il talento delle donne e fa conoscere meglio come la tecnologia, declinata in tutti i suoi aspetti, sia anche “rosa”. Mi scuso prima di tutto con gli organizzatori e le premiate, a cui vanno i miei complimenti, di non poter essere fisicamente con voi questa sera, perché impegnata a Bruxelles dove sono in discussione alcune mie mozioni.
 
Sono una sostenitrice dell'affermazione del valore delle donne e amo ricordare sempre la loro capacità di essere professioniste preparate e determinate. Già negli anni degli studi siamo spesso più pronte e preparate dei colleghi – anche se poi, proseguendo nel mondo del lavoro, le statistiche raccontano un'altra storia, una sorta di "realtà al contrario", come sappiamo bene. 
 
Fortunatamente da qualche tempo i modelli femminili in grado di influenzare le giovani generazioni sono sempre più visibili, sempre più riconosciuti, apprezzati e celebrati anche attraverso iniziative come il premio ideato e promosso da Donne e Tecnologie, addirittura un precursore in questo senso: da otto anni racconta bellissime storie, ispirazione per le generazioni più giovani e non solo per come sottolineano il valore del merito a prescindere dal genere. Un tema a me molto caro, sempre più invocato da tante e tante voci differenti.
 
Siamo un Paese ancora poco abituato a premiare il valore personale e i dati descrivono ancora il persistere di tutta una serie di stereotipi radicati, il perpetrarsi di tendenze che ancora troppo spesso limitano la determinazione di tante giovani ricercatrici, professioniste, donne di carriera. Anche per questo l'attenzione posta nell'evidenziare, celebrando oggi le Tecnovisionarie 2015, profili che si sono distinti per il loro contributo in settori, ambiti, tematiche non tipicamente femminili, nell'immaginario comune, risulta ancora più importante. 
 
Grazie allora a Donne e Tecnologie e a Gianna Martinengo per tutto l'impegno, la passione e l'energia che trasmettono e continuano a trasferire nei loro progetti a sostegno del talento femminile, fino a celebrarlo con le premiazioni e la vera e propria festa di oggi. 
 
Da un anno, grazie al mio nuovo incarico in Europa, la mia attività - con un attenzione particolare per l'Italia - mi porta a confrontarmi quotidianamente con le realtà di altri Stati membri e mi permette di essere orgogliosa per le tante energie che in materia di pari opportunità sono in campo in Italia –ricchezze come le Tecnovisionarie. Purtroppo è grande l'ostacolo ancora culturale che vede le donne troppo poco rappresentate in tanti luoghi, ancora troppo spesso poco numerose in percorsi alternativi a quelli tradizionali, o poco supportate nel realizzarsi delle loro carriere. Non è certo l'unica causa, ma sicuramente il disporre di modelli e di un network che possa accompagnare i diversi profili - dalle giovani ricercatrici ai profili junior delle aziende, ma anche alle professioniste più esperte – è a mio avviso una strada da continuare a percorrere e sulla quale insistere anche e ancora maggiormente davanti ai successi. 
 
Voglio chiudere il mio saluto esprimendo ancora una volta il mio grazie per essere invitata questa sera, scusandomi di non poter essere fisicamente con voi in questo momento e in queste settimane tanto significative per Milano, città che sta dimostrando di poter cogliere le opportunità di apertura al mondo diventando pochi anni un modello, catalizzatore di esperienze, di energie, di innovazione in tanti campi e che, anche grazie alla bellissima esperienza di EXPO, può e saprà mettersi in luce per i suoi punti di forza. Continuo a essere convinta che anche in questo l'Italia può di nuovo (dopo la legge sulle quote che l'ha portata ad essere riconosciuta a livello internazionale) essere capofila in tema di parità e spero possa diventare protagonista di una storia che racconta di opportunità vere, dove si contino sempre più scienziate, donne imprenditrici di successo, amministratori delegati di grandi aziende, ma anche artiste, giornaliste, ambasciatrici di professionalità, creatività e preparazione italiana nel mondo. Insomma una nuova misura dell'esistenza per un futuro sempre più equo, sostenibile, meritocratico e libero da catene culturali e limitazioni ideologiche. 
 
Grazie 
 
Alessia Mosca, MEP